Roma, messo in sicurezza il rogo ad Ostia

È stato messo in sicurezza nel cuore della notte l'incendio di vaste dimensioni, circa venti ettari, scoppiato poco prima delle 20 di ieri a Ostia e che ha colpito un'area di vegetazione vicino via dell'Idroscalo e la Tor San Michele, tenendo in apprensione i residenti della zona e visibile da lontano, sia dal Lido che da Fiumicino. A bruciare anche cumuli di rifiuti, pneumatici, plastica, che si trovavano nell'area. Per diverse ore sono stati impegnati squadre e mezzi di vigili del fuoco, giunti anche dall'aeroporto e da Napoli, e pick up e moduli di varie associazioni di protezione civile, anche da Fiumicino, che hanno domato fiamme molto alte, alimentate dal vento, ed evitato che il rogo si avvicinasse pericolosamente a capannoni con barche in resina, magazzini, ecc, verso Fiumara Grande. L'emergenza è stata chiusa intorno alle 2 ma ancora sotto osservazione eventuali focolai fino all'alba. Preservata e non coinvolta dal rogo la non lontana area protetta del Centro Habitat Mediterraneo della LIPU.

Il caldo record, che questa settimana arriverà a superare facilmente i 40 gradi, ha messo in ginocchio l'Italia e, inevitabilmente, ha portato con sé effetti collaterali drammatici, dalla siccità agli incendi. Ieri giornata di fuoco per Roma, con una serie di incendi che hanno assediato la città e l'odore acre del fumo arrivato fino al centro storico e parte della città invasa da fuliggine. Oltre duecento i vigili del fuoco al lavoro, con il sostegno di squadre arrivate anche da altre regioni. Fiamme altissime sull'Aurelia con l'esplosione anche di alcune bombole di gpl. E nella procura capitolina, che già indaga sul rogo avvenuto nella zona della discarica di Malagrotta giorni fa, si attende l'informativa sul maxi incendio che ha dato il via alla giornata di fuoco.

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L'incartamento verrà redatto dagli agenti del commissario Aurelio che per primi sono intervenuti e ora stanno cercando di chiarire le cause. Paura anche a Casalotti, dove il fuoco ha minacciato un residence e un attico è stato seriamente danneggiato: scene di panico tra gli abitanti che hanno cercato di tenere lontane le fiamme gettando acqua dai balconi. 

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Al termine di una giornata "durissima" sul fronte incendi, come l'ha definita l'assessore regionale alla Sanità Alessio D'Amato, se ne contano nove, anche di grandi dimensioni. Il più grande è quello divampato nel quartiere Massimina, non molto distante da un grande campo nomadi sull'Aurelia, dove sono rimaste intossicate 35 persone, compresi quattro poliziotti. Le fiamme e il fumo, visibili a chilometri di distanza, hanno lambito anche alcune abitazioni e hanno coinvolto un rimessaggio di camper, con diverse bombole di gpl esplose. Incendi sono scoppiati anche nell'area Nord-Ovest della città, in un caso anche vicino il grande parco urbano di Villa Doria Pamphilj. Momenti di panico a Casalotti, dove gli inquilini di un residence scesi in strada a causa delle fiamme che stavano minacciando la struttura. In aiuto dei vigili del fuoco della Capitale sono arrivate squadre anche da Umbria, Abruzzo, Toscana e Campania. Per l'intero pomeriggio sono stati segnalati disagi al traffico, compreso lo svincolo sull'Aurelia del Grande Raccordo Anulare.

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Di giornata 'critica' parla anche il sindaco Roberto Gualtieri: "purtroppo si sono verificati diversi #incendi le cui cause sono in via di accertamento. Le situazioni più critiche si registrano in questo momento a Tor Pagnotta e a Casalotti, dove alcune famiglie sono state evacuate dalle loro abitazioni e dove due scuole sono state chiuse per precauzione".
Ma non è solo Roma a fare i conti con le fiamme che, come ha spiegato il capo della Protezione Civile, Curcio, sono oltre sei volte di più del 2020.