Umani come tartarughe, la scienza indaga l’eterna giovinezza

Altro che creme ringiovanenti, studiando il metabolismo e l’evoluzione di diverse specie di tartarughe e di altri animali gli scienziati hanno scoperto meccanismi biologici che rallentano o addirittura eliminano completamente l'invecchiamento. E con i dati raccolti stanno sviluppando una teoria che, se dimostrata, potrebbe svelare i segreti della longevità di queste creature e aprire la strada all’applicazione negli esseri umani. La ricerca, pubblicata giovedì 23 giugno sulla rivista Science, ha esaminato i segni del graduale processo di deterioramento delle caratteristiche fisiche e funzionali delle tartarughe terrestri e acquatiche che vivono in cattività, includendo animali domestici e selvatici tra i quali anfibi, serpenti, coccodrilli e alligatori.

Il gruppo di lavoro internazionale formato da personale della University of Southern Denmark di Copenhagen, guidato dal professor Fernando Colchero e dalla biologa Rita sa Silva, e coadiuvato dalla ricercatrice Anne Bronikowski della Michigan State University (Usa), ha scoperto che il modello di invecchiamento delle creature a sangue freddo non assomiglia affatto quello osservabile negli esseri umani o in altri animali. Delle 52 specie analizzate nello studio gli scienziati hanno affermato che tre quarti di esse mostravano una senescenza estremamente lenta, mentre l'80% sembrava subire un invecchiamento più lento rispetto agli esseri umani. Ed anche che alcune varianti genetiche hanno la capacità di ridurre il loro tasso di invecchiamento in risposta al miglioramento delle condizioni di vita che incontrano negli zoo e negli acquari rispetto allo stato selvatico, per la mancanza di predatori. In biologia alcune teorie prevedono che l’invecchiamento inizi dopo la maturità sessuale come compromesso tra l'energia che un organismo investe per riparare i danni alle sue cellule e tessuti, e quella che investe nella riproduzione, con i suoi geni vengono trasmessi alle generazioni successive.

A causa di questo compromesso, i ricercatori hanno affermato che dopo aver raggiunto la maturità sessuale, gli individui smettono inevitabilmente di crescere e iniziano a sperimentare l’invecchiamento, una previsione che è stata confermata per diverse specie in particolare mammiferi e uccelli. Invece le tartarughe e altri organismi presentano la caratteristica di continuare a crescere anche dopo la maturità sessuale; dunque potrebbero avere la capacità di investire energia nella riparazione dei danni cellulari riducendo, e persino evitando, gli effetti deleteri del tempo. Tuttavia, i ricercatori sono convinti che queste creature non potranno evolvere comunque verso l’immortalità.

Sebbene nell’ultimo secolo gli esseri umani abbiano assistito a un aumento senza precedenti della loro longevità, il miglioramento delle condizioni di vita non modifica il nostro tasso di invecchiamento e lo stesso accade anche in altri primati. Come l’astinenza sessuale non aumenta statisticamente la longevità degli umani. Le ricerche sono soltanto all’inizio, ma il tema si è rivelato estremamente appassionante e presto potremo vedere in commercio creme miracolose al “Dna di tartaruga”, del resto questo animale, per esempio nella medicina cinese, rappresenta la conservazione invernale e il potere dell’acqua sulla vita.