Draft NBA, Paolo Banchero a Sky Sport: "Sono il migliore, voglio giocare per l'Italia"

Draft NBA, Paolo Banchero a Sky Sport: "Sono il migliore, voglio giocare per l'Italia"

La NBA è pronta a sceglierlo tra i primi al prossimo Draft, l'Italia sogna di averlo a disposizione in futuro e lui sottolinea che il suo obiettivo resta quello di giocare per la nostra Nazionale: ecco cosa ci ha raccontato Paolo Banchero in un'intervista esclusiva concessa a Sky Sport a pochi giorni dal suo ingresso ufficiale in NBA

per diventare un All-Star e nel medio-lungo periodo anche il volto della franchigia

Che sensazioni provi a pochi giorni dal Draft e dal diventare un giocatore NBA?

“Sono entusiasta per quello che sta per accadere: il mio è stato un lungo viaggio per arrivare fino a qui, ho lavorato un sacco per meritarmi tutto questo. Essere qui in attesa di una chiamata al Draft è surreale, ma al tempo stesso sono consapevole che siamo all’inizio e che soltanto dopo essere stato scelto al Draft inizia il vero lavoro”

Quale credi sia la caratteristica migliore del tuo gioco, quella che ti differenzia dagli altri prospetti?

“La versatilità e nello specifico la capacità di passare il pallone e mettere nelle condizioni ideali i miei compagni di squadra: sono uno dei migliori tra i prospetti presenti al Draft - se non il più bravo di tutti - a farlo. In qualunque squadra mi ritroverò a giocare, so che agli altri piacerà stare in campo con me perché sono un giocatore altruista e perché riesco a creare buoni tiri per chiunque sia al mio fianco.

Sì, di sicuro: sento di essere il migliore. Ci sono tanti grandi prospetti da poter selezionare in questo Draft, ma sento di essere in grado di dimostrare il mio valore a ogni livello: so di avere enormi margini di miglioramento.

Magic, Thunder o Rockets: quale credi sia la squadra nella quale riusciresti a integrarti meglio?

Non posso darti un nome nello specifico o indicare una preferita: tutte e tre sarebbero un’ottima soluzione per me, visto che ogni squadra ha grandi qualità - differenti tra di loro. Sarò felice ed entusiasta a prescindere dalla franchigia che alla fine deciderà di scommettere su di me.

L’anno trascorso a Duke è stato davvero speciale per te: quale lezione ti porti dietro dall’ultimo anno in panchina di coach K?

La lezione più importante è stata capire come portare avanti degli obiettivi: noi li abbiamo fissati con mesi d’anticipo, dal primo giorno in allenamento eravamo a lavoro per quelli. Il concetto è che per arrivare fino in fondo bisogna impegnarsi ogni giorno, farlo con enorme anticipo e soprattutto non risparmiarsi mai nel lavoro quotidiano. Ricordo che già a settembre e ottobre facevamo allenamenti di due ore e mezza, senza sosta e spremendo al massimo le nostre energie. Alla fine però siamo riusciti ad arrivare alle Final Four, quindi quello sforzo ci ha portato fino in fondo come sperato.

Quali sono i tuoi programmi per l’estate? Hai intenzione di venire presto in Italia?

Si, ho intenzione di venire in Italia: non so esattamente quando e non ho fissato una tempistica, ma verrò in Italia e sarò felice di essere lì.

Sì, la mia intenzione è ancora quella di giocare per la Nazionale di pallacanestro italiana. Sono entusiasta all’idea che sta per iniziare la mia carriera NBA e spero anche quella a livello internazionale, sono felice.

So dire “Ciao”, mio padre mi ha dato qualche lezione. Lui lo parla meglio di me, io devo ancora fare tanta strada per imparare: di sicuro però lavorerò anche sul mio italiano.