I limiti della scienza: un excursus filosofico

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Se la scienza è prodotto della capacità umana di osservare la natura e gli esseri vivienti, i limiti e difetti degli esseri umani sono anche i limiti della scienza stessa.

I limiti della scienza non sono quindi altro che i nostri limiti e, allo stesso tempo, tutti i nostri limiti si riversano inevitabilmente sulla scienza. Viene quasi spontaneo quindi domandarsi se delle creature così finite e limitate siano effettivamente in grado di raggiungere una qualche forma di reale conoscenza. La capacità umana di conoscere e fare esperienza del mondo è stata da sempre oggetto di dibattito filosofico.Il fatto stesso di esistere quindi sarebbe ciò che, a priori, ci garantisce di poter conoscere il mondo che ci circonda.Secondo questa visione, l’uomo non esiste in se stesso e può solo conoscere il mondo, e se stesso, a posteriori, ossia dopo averne fatto esperienza.L’impossibilità di stabilire la veridicità dei risultati raggiunti si riflette quindi sulla qualità della conoscenza scientificapuò produrre nuova conoscenza, né decidere autonomamente della propria validità

Infine, . Quello che solo qualche decennio fa era fantascienza, ora esiste veramente. Così come molto di quello che oggi ci viene presentato come fantascienza potrebbe prima o poi realizzarsi. La fantascienza ha spesso colmato il divario tra la scienza e quella che in alcuni periodi storici non era altro che “magia”. Il fatto però che sia spesso riuscita ad anticipare innovazioni future ci dimostra che la mente umana è sempre avanti di qualche passo nella propria evoluzione. Deve solo aspettare che i tempi siano maturi – e che gli strumenti siano pronti – per la realizzazione di ciò che ha immaginato.

la conoscenza scientifica è indubbiamente vincolata alla tecnologia disponibile a scienziati e ricercatori in una specifica epoca

Nonostante i propri limiti, anzi spesso a dispetto dei propri difetti, da quando è comparso sulla Terra, l’uomo ha avviato un processo ininterrotto volto al progresso.  Questo non può che far intuire l’esistenza di una forza motrice interna alla nostra natura in grado di compensare tutti quei limiti.

Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.

l’uomo sia sempre e da sempre mosso dalla propria insaziabile e inesauribile sete di conoscenzaproprio a causa della nostra intrinseca finitezza, esistono circostanze in cui rinunciare a portare avanti una ricerca potrebbe, in prospettiva, portare all’umanità benefici notevolmente maggiori.

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