Signani perde il titolo europeo, ma ora può riprenderselo grazie... all'antidoping

Signani perde il titolo europeo, ma ora può riprenderselo grazie... all'antidoping

Signani perde il titolo europeo, ma ora può riprenderselo grazie... all'antidoping

Nel match con Prestot succede di tutto: le scelte dell'arbitro favoriscono il francese, l'azzurro: "Decisioni scandalose", poi però salta il controllo antidoping perché il medico è positivo al Covid

L’Italia del pugilato perde sul ring di Massy (Francia) l’unico titolo europeo dei professionisti in suo possesso, ma il mancato controllo antidoping al termine del match dovrebbe restituirglielo. Protagonista della disavventura Matteo Signani, il Giaguaro di Savignano sul Rubicone (Cesena), agente della guardia costiera per il quale il tempo sembra non passare mai. A 43 anni e 40 incontri disputati, grazie a una vita quasi monacale, ha il fisico di un ragazzo e venerdì sera ha affrontato fiducioso la trasferta nella tana di Anderson Prestot, 16 anni più giovane e 6 centimetri più alto, record 25 vittorie e 2 sconfitte. È la sua terza difesa del titolo europeo dei pesi medi per Signani. Appartenuto in passato a mostri sacri come Marcel Cerdan, Tiberio, Mitri, Nino Benvenuti e Carlos Duran, solo fare qualche nome.

Il match va male, perché Prestot si ferisce alla palpebra sinistra (Signani allo zigomo sinistro) a 48” dal termine della quarta ripresa. Secondo l’arbitro finlandese Anssi Perajoki la ferita è provocata da una testata fortuita. Se avesse interrotto l’incontro in quel momento (entro la fine del 4° round) il verdetto sarebbe stato un pari tecnico. Invece fa proseguire e interrompe all’inizio del 5° round. Quando il regolamento prevede la lettura dei cartellini e la decisione tecnica ai punti. I tre giudici hanno tutti 50 a 46 per Prestot che vince e strappa il titolo a Signani. Il controllo antidoping però non viene eseguito. Secondo quanto riferito dagli organizzatori agli italiani, perché il medico addetto è positivo al Covid. Ora la Opi Since 1982, che gestisce la carriera di Signani, inoltrerà ricorso alla federazione europea (Ebu) chiedendo che il verdetto sia cambiato in no contest. Così il titolo rimarrebbe in Italia.

"Il verdetto è uno scandalo - commenta Signani -. Il medico della riunione voleva sospendere al 4° round, ma l’arbitro ha deciso portato il match al 5° per consentire la vittoria di Prestot. Gli ho detto che è stato un comportamento vergognoso. Ma il peggio è venuto dopo, quando sono stato fino a mezzanotte e mezza in attesa inutilmente del medico per il controllo antidoping". "A parte la forzatura dell’arbitro - conferma il suo allenatore Gian Maria Morelli - non si può assegnare un titolo europeo senza il controllo antidoping, è scritto nero su bianco sul regolamento Ebu. Per questo sono fiducioso nel ricorso che presenteremo attraverso l’avvocato della Federazione italiana. Per quanto riguarda il match, la strategia era soffrire nei round iniziali e poi battere sul ritmo Prestot quando non ne aveva più. Matteo lo stava incalzando, ancora due round e sarebbe calato. La decisione dell’arbitro ci ha impedito di portarla a termine".

Nei prossimi mesi l’Italia avrà la chance di conquistare altri due titoli europei con Alessio Lorusso (pesi gallo) e Mauro Forte (piuma), sfidanti rispettivamente di Sebastian Perez (titolo vacante) e Jordan Gil (campione).