Tra populismo, burocrazia e iper-regolazione: così lo Stato uccide l'intrattenimento

 Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it

Il settore del “puro” intrattenimento è finito al centro di ogni attenzione dopo il (presunto) attacco al calcio balilla: ma la politica in campagna elettorale inveisce contro sé stessa.

rischiano di far sparire certe forme di gioco senza vincita in denaro (e senza alcun tipo di controindicazione), come il calcio balilla, i flipper, il ping pong o le freccette

Quale potrebbe essere dunque la soluzione di tutti i problemi del gioco di puro intrattenimento? La soluzione è semplice, almeno per quanto riguarda lo strumento, in quanto coincide con la stessa ricetta già proposta per il gioco a vincita: ovvero, quella del riordino generale del comparto, che dovrebbe consistere né più né meno in una riforma generale dell'intero comparto del gioco pubblico. Il quale, appunto, comprende entrambe le forme di intrattenimento (a vincita, e non). Solo attraverso un vero riordino si potranno mettere a punto le tante e davvero troppe storture che compromettono l'intero sistema, individuando nuove regole di distribuzione dei giochi, andando quindi a risolvere anche (e soprattutto) i vari conflitti in essere sui territori. La strada, peraltro, era già stata delineata dal governo, che aveva proposto una riforma completa attraverso il ricorso allo strumento della legge delega. Peccato però che quell'iniziativa sia ancora bloccata a Palazzo Chigi, da mesi, in attesa di uno spazio utile in Consiglio dei Ministri. E intanto il tempo passa, il settore soccombe, e la legislatura volge al termine: mentre tutto intorno la campagna elettorale impazza.