Questo mare è nostrum, pensiamoci

Il Mediterraneo è minacciato dall’impatto antropico, dall’inquinamento, dal sovrasfruttamento della pesca. E ora anche dalla siccità. Viviamo affacciati su un mare chiuso, particolarmente sensibile. È un mare prezioso, ricchissimo, in proporzione ben superiore alle dimensioni. Per questo tutelarlo è un dovere ma anche un interesse

Se si parla di crisi legate all’acqua, in questo periodo, si pensa immediatamente alla siccità che sta flagellando (anche) il nostro Paese. Riceviamo continue richieste di giornalisti che vogliono capire cause, termini e conseguenze di questa scarsità record di precipitazioni, di cui già conosciamo alcuni effetti di approvvigionamento e ambientali. Uno di questi riguarda ovviamente il minor afflusso di acqua nel Mediterraneo.

Il nostro è un mare chiuso, quasi un lago, e dunque risente in misura e modo particolarmente sensibili alle variazioni meteo-climatiche. Ed è un mare prezioso, ricchissimo, nel quale si conserva una quota di biodiversità ben superiore alle sue limitate dimensioni geografiche. Lo è ancor più, poi, per i Paesi e le popolazioni che si affacciano sulle sue sponde: proprio per questo abbiamo assunto l’odierna presentazione del “Mediterranean Economies 2021-2022” curato dall’Istituto di studi sul Mediterraneo del Consiglio nazionale delle ricerche come spunto per un numero dedicato dell’Almanacco della Scienza.

Ma le ricerche e le attività della nostra rete scientifica sul Mare Nostrum, e sui mari in genere, sono davvero tante. E il problema di contenere il patrimonio di studi del Cnr nello spazio della nostra webzine, per noi consueto, questa volta è stato particolarmente arduo. Ne citiamo solo alcuni, a titolo esemplificativo. Sempre oggi si tiene, oltre alla presentazione del Rapporto del Cnr-Ismed, un incontro presso l’Istituto di scienze marine del Cnr di Venezia dal titolo “”. Nei giorni scorsi, i nostri colleghi sono stati presenti alla recente Giornata mondiale degli oceani e alla prima . Ancora di recente è stata pubblicata la nuova mappa dei fondali marini dell’Oceano Australe, l'International Bathymetric Chart of the Southern Ocean, grazie anche a campagne del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide il cui coordinamento scientifico è del nostro Ente. 

È fissato per domani 23 giugno, invece, l’incontro sul report sulle “Isole sostenibili” a cui lavora il nostro Istituto sull’inquinamento atmosferico. Con questa notizia, entriamo nel merito di questo numero, dove troverete contenuti che spaziano dagli aspetti storico-culturali del Mediterrano “culla di civiltà” a uragani e maremoti, dal cambiamento climatico all’inquinamento da plastica, dalla biodiversità alle specie a rischio, dalla pesca all’economia e al turismo. Troverete inoltre rimandi al film premiato con l’Oscar di Gabriele Salvatores, alla Dieta mediterranea, alle rotte migratorie, allo storytelling.