Il Capodanno del Mugnaio ci dice che il grano è in salute. Nonostante tutto

Il Capodanno del Mugnaio ci dice che il grano è in salute. Nonostante tutto

Il Capodanno del Mugnaio è la festa della mietitura del Grano Nostrum di Caputo e occasione di analisi, previsioni e assaggi di pizze e dolci

Il Covid, la guerra, la siccità: ogni anno una difficoltà affrontata con speranza e voglia di fare dal Capodanno del Mugnaio. Che poi cos’è questo Capodanno del Mugnaio per quanti ancora non lo conoscono? È la data celebrativa della mietitura di cui non troverete traccia a pescare nella tradizione. Se non per una somma di riti contadini e propiziatori.

È dunque un’invenzione, di data mobile come può essere la mietitura, inventata da Antimo Caputo. Una festa dell’aia allargata a una filiera che va dai coltivatori al mugnaio per arrivare a pizzaioli, panettieri e pasticcieri.

Quest’anni si è ritornati “in presenza” al Capodanno del Mugnaio con l’occhio rivolto alla guerra in Ucraina e alla siccità. Non siamo più al salto dei fuochi per salutare l’estate con la speranza di avere nuovi amici o di un raccolto alto quanto la pira saltata. È uguale la voglia di festa e di fare previsioni. Affidate però ai numeri snocciolati dalle slide elaborate da Valentina Pellati dell’omonima agenzia di analisi e informazioni sul mercato dei cereali.

Sullo schermo scorrono i dati di produzione del mondo e il mercato in Italia. La slide che rassicura i partecipanti al Capodanno del Mugnaio riguarda il grano tenero. Nel 2021, dall’Ucraina abbiamo importato il 2% del totale consumato. Non ci sarà mancanza di pane e di pizza nel nostro Paese, ma prezzi in aumento per la legge della domanda e dell’offerta. Il che non vuol dire non preoccuparsi di cosa succede alle porte dell’Europa per gli effetti devastanti sull’alimentazione del resto del mondo. E tocca guardare con attenzione alla siccità che mette in pericolo le colture di grano a tutte le latitudini con pesanti segni rossi nelle tabelle.

Una semplice margherita – oggetto di lazzi e precisazioni in questi giorni di polemiche – che Ciro Salvo rifinisce con un giro d’olio cilentano. S-T-U-P-E-N-D-A.

E per gli appassionati di prezzi e in vena di primati, quest’olio extravergine di oliva costa 36 € al litro. Ciro Salvo fa dei prodotti della Campania, dalla farina ai pomodori e appunto all’olio, la sua arma di eccellenza.

E incassa i complimenti anche dai super critici. Ricordando la nuova apertura a Roma, in via Flavia 3, il 7 luglio con egual rigore metodologico.

Davide Civitiello ci prova con la sua pizza celebrativa del Capodanno del Mugnaio: una bianca con fiori di zucca, provola, ricotta, tarallo e zeste di limone procidano. Un po’ complessa e da riassaggiare quando – sempre il 7 luglio – aprirà a Napoli il nuovo Rossopomodoro che rivede insieme l’ensemble diretto da Franco Manna. La nuova pizzeria è in Piazza dei Martiri, il salotto buono della città.

E se di tradizione si parla, non può mancare Sabatino Sirica pasticciere di lunghissimo corso armato di torta dei festeggiamenti e di dolci tipici napoletani. Assaggiate il suo babà e la sua sfogliatella e capirete perché quel Nostrum per i napoletani diventa fatto reale.

L’appuntamento è per il prossimo Capodanno del Mugnaio. Nel 2023 sapremo come ha reagito il grano – Nostrum e di ogni parte del mondo – a eventi imprevedibili. Ovviamente tifiamo per lui.

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.