Siamo vittime della “scienza dell’organizzazione”

La ‘scienza dell’organizzazione’ è dunque pensata come sovrastruttura per governare le ‘masse ignoranti’ attraverso gli ‘esperti’.

Indifferentemente dal contesto nel quale operano, questi hanno un solo obiettivo: creare consenso, modificando la percezione del mondo nel popolo per piegarla alla scienza e la tecnologia.

La martellante presenza di ‘esperti nell’essere esperti’ su tutti i massmedia, dallo scoppio della PSICO pandemia, ha messo in luce questo fenomeno.

Ai lettori / ascoltatori più attenti non sarà sfuggito il ricorso alle tecniche di manipolazione e indottrinamento, condito dal paternalismo tipico di chi si trova nella posizione di proteggere masse troppo ‘ignoranti’ per comprendere la gravità di un problema complesso.

Non saranno nemmeno sfuggite le innumerevoli cantonate e ritrattazioni, alle quali non è seguita però nessuna scusa e men che meno una narrazione meno sicura delle proprie affermazioni.
Dalla celebre sentenza del Burioni che nella trasmissione “Che Tempo Che Fa” decretava: «Io ritengo che in Italia il rischio di contrarre questo virus è zero, perché il virus non circola» agli slogan salvifici sul vaccino, la narrazione della COVID avanza di certezza in certezza. Poco importa se viene puntualmente smentita.

recidere dalle fondamenta la possibilità di esprimere un’opinione che si discosti dalla narrazione ufficiale

Gradualmente, grazie al ricorso a precise strategie messe in atto nel tempo, il linguaggio viene impoverito, in modo da annichilire ogni riflessione e ridurre il pensiero a un gesto meccanico e inconsapevole di asservimento.

Si riteneva che, una volta che la neolingua fosse stata adottata in tutto e per tutto e l’archelingua dimenticata, ogni pensiero eretico (vale a dire ogni pensiero che si discostasse dai princìpi del Socing) sarebbe stato letteralmente impossibile, almeno per quanto riguarda quelle forme speculative che dipendono dalle parole. […]

L’obiettivo non è la tanto decantata ‘salvezza’ della nostra salute, quanto la distruzione sistematica del pensiero critico e, dunque, della Democrazia.

Questo rappresenta il volto nascosto e, al contempo, più violento della PSICO pandemia di COVID-19.

Questa è, a mio avviso, la questione più grave che ci troviamo a dover affrontare in questo momento, perché lo scopo ultimo della propaganda e della censura non è impedire la libera espressione di un pensiero, ma creare le condizioni perché le persone non siano più in grado di formularlo.