Comunicare la scienza non è più solo divulgare: entrano in gioco anche le emozioni

Comunicare la scienza non è più solo divulgare: entrano in gioco anche le emozioni

Salk non volle brevettare il suo vaccino (“si può forse brevettare il sole?” dichiarò) e fu accolto come un eroe moderno capace di sconfiggere una malattia infettiva che terrorizzava il mondo, in grado di uccidere o paralizzare ogni anno più di mezzo milione di persone.

A settant’anni di distanza, il clima con cui alcune innovazioni scientifiche vengono accolte è invece ben diverso. Basti pensare a come, talvolta, chi è a forte sostegno dei vaccini o lavora in laboratorio allo studio di nuovi presidi subisca persino minacce di morte e a come il movimento no-vax abbia preso piede, nonostante sia condotto da una minoranza inquieta.