Kering (+17,5%) batte il mercato, ma scivola in Borsa

Kering archivia il primo trimestre 2019 con una performance superiore a quella del mercato, ma sconta in Borsa il rallentamento di Gucci. Nei primi tre mesi dell’anno il colosso francese del lusso ha registrato ricavi per 3,78 miliardi di euro, in crescita del 17,5%  (+22% a cambi correnti). Per un confronto, Lvmh ha chiuso il primo trimestre del 2019 con ricavi per 12,5 miliardi di euro, in progressione del 16% (+11% a livello organico).

A contribuire alla crescita sono state tutte le aree geografiche, Asia-Pacific in primis (+30%), a sua volta spinta dalla Cina continentale. Buono anche l’andamento di Europa (+14%) e Giappone (+12%), mentre la performance degli Stati Uniti (+7%) si confronta con l’impennata del primo trimestre del 2017 e del 2018 (quando le vendite retail erano cresciute rispettivamente del 30% e 54 per cento).

Guardando alle diverse luxury houses di Kering, Gucci segna un +20%, mentre Yves Saint Laurent cresce del 17,5 per cento. In flessione il turnover di Bottega Veneta, che perde 8,9 punti percentuali, ma, fa sapere il colosso parigino, raccoglie “incoraggianti segnali dalle prime collezioni del nuovo direttore creativo, Daniel Lee, arrivate soltanto parzialmente nei negozi”. Tra le maison più piccole, di cui Kering non scorpora i risultati, si parla di “accelerazione” per Balenciaga e Alexander McQueen, nonché di “performance solida” della divisione orologi e gioielli.

In mattinata, le azioni di Kering perdevano il 4% circa alla Borsa di Parigi, dopo essere scese anche del -7,6% in apertura. Secondo Bloomberg, il calo in Borsa è il più profondo da circa sei mesi. “La crescita di Gucci – si legge sull’agenzia Usa – sta gradualmente rallentando nel terzo anno di crescita da successo commerciale sotto la guida del CEO Marco Bizzarri e dello stilista Alessandro Michele, i cui  prodotti dal mood decadente come occhiali da sole rivestiti di cristalli e borse dipinte con serpenti hanno inaugurato una nuova era di massimalismo nella moda”.

“Siamo in una fase di normalizzazione – ha spiegato agli analisti il CFO di Kering, Jean-Marc Duplaix -. Sono molto sicuro rispetto al percorso di Gucci”.

Quanto, infine, all’outlook, Kering si dice ottimista rispetto alla capacità delle sue controllate di continuare a crescere in linea con le rispettive creatività e capacità di esecuzione delle strategie.

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