Europee 2019, nelle proiezioni il ritorno del Labour non spinge il Pse, Lega secondo partito in Ue

Europee 2019, nelle proiezioni il ritorno del Labour non spinge il Pse, Lega secondo partito in Ue

I dati dell'Europarlamento: in calo il fronte europeista, ma Ppe e sovranisti non avrebbero la maggioranza

Le aspettative della vigilia erano migliori in casa Pse. Ma, stando alle rilevazioni diffuse dall'Europarlamento in vista delle europee di maggio, nell'ipotesi ormai quasi concreta che i britannici partecipino al voto, il gruppo dei Socialisti e democratici guadagnerebbe solo 5 seggi in più, passando dai 144 seggi degli ultimi sondaggi del 29 marzo scorso ai 149 di oggi. Pochi e insufficienti per superare il Ppe, che resta primo gruppo ma perde 8 seggi rispetto alle ultime proiezioni, passando da 188 a 180. La rete sovranista di Matteo Salvini e Marine Le Pen eleggerebbe 69 eurodeputati. E poi c'è il 'giallo' Brexit Party: il partito di Nigel Farage, ancora non affiliato ad alcun gruppo, è dato al 13, 5 per cento (10 seggi). Ma ieri, una rilevazione di 'You gov Europe elects' lo dava addirittura al 27 per cento.

Uno scarto troppo forte che non consente di fare previsioni affidabili. Oltre al Brexit Party, corre anche l'Ukip, anch'esso al 13,5 per cento, 9 seggi. Ed entrambi però non hanno una casa in Europa al momento. Attualmente Farage è nel gruppo dell'Efdd con il Movimento cinquestelle. Ma è scontato - almeno per ora - che non staranno insieme al prossimo giro.

Quanto al Labour, benchè primo partito in Gran Bretagna (26,5 per cento, 19 seggi), non risolve i problemi dei Socialisti, in lieve calo rispetto alle proiezioni di marzo ma in più paesi. i Tories di Theresa May sarebbero al 16,5 per cento, (12 seggi) in calo vertiginoso rispetto alle europee 2014, unico dato che coincide col sondaggio di you gov. I liberali al 9 per cento, 6 seggi.

Questa è l'ultima rilevazione diffusa dal Parlamento europeo, come sempre è una media dei sondaggi usciti a livello nazionale. Ma è la prima che contempla la presenza dei britannici, dopo il consiglio europeo straodinario che la scorsa settimana ha rinviato ancora la Brexit al 31 ottobre prossimo. L'ipotesi che britannici partecipino al voto dunque è più che concreta e ha scatenato ansie e tattiche all'Europarlamento, soprattutto in questi giorni di plenaria a Strasburgo, l'ultima di questa legislatura.

Guardiamo i dati. In Italia la Lega è primo partito, secondo in Europa, ma in leggera flessione. Perde un punto percentuale, va al 31,5 per cento, e perde anche un seggio: a maggio eleggerebbe 26 eurodeputati. Il M5s è secondo partito in Italia, al 21,5 per cento, 18 europarlamentari. Terzo il Pd, al 20 per cento, in leggera flessione, 16 eurodeputati (nello scorso sondaggio ne eleggeva 18). Forza Italia al 10 per cento, ne elegge 8, stabile. Come Fratelli d'Italia al 4,5 per cento, 4 eletti. Nessuno degli altri partiti in corsa supera la soglia di sbarramento del 4 per cento.

In Francia La Republique en marche è ancora primo partito al 23 per cento, 22 eletti. Prevale sul Rassemblement National di Marine Le Pen che è al 21, 2 per cento, 20 eletti. In Germania la Cdu di Angela Merkel è al 31 per cento ed elegge 30 deputati. I Verdi sfilano il secondo posto ai socialisti: 18 per cento, 18 eletti. I socialisti finiscono al terzo posto col 17,3 per cento, 17 eletti. Afd, partito alleato di Salvini e del Rassemblement National è al 10 per cento: eleggerebbe 11 eurodeputati.

Sommando le forze politiche che per ora hanno aderito alla rete sovranista di Salvini, il nuovo gruppo Eanp,'European alliance of nation and people' dovrebbe avere 69 eletti. Oltre a leghisti, lepenisti e tedeschi dell'Afd, ci sono 2 del Danske Folkeparti,un estone di Ekre, 5 austriaci del Fpo, 3 finlandesi del Finns Party, uno slovacco di Sme Rodina.

Stabile Fidesz dell'ungherese Viktor Orban al 52 per cento, con 13 eletti che finiscono nel Ppe. Salvini ha in programma di incontrarlo a Budapest per rinsaldare il suo aggancio ungherese dentro i Popolari. Stabile anche il Pis del polacco Jaroslaw Kaszynski: 40,6 per cento, con 23 eletti che vanno nel gruppo Ecr. Gruppo che, con la partecipazione dei britannici alle elezioni, esce rafforzato: i conservatori, sebbene a ranghi ridotti, hanno casa nell'Ecr. E la permamenza in vita di questo gruppo rafforza il potere contrattuale di Kaszynski, che finora resiste alle sirene sovraniste di Salvini.

Ad ogni modo, l'attuale maggioranza Ppe con Ecr e Alde non verrebbe confermata: solo 322 seggi (i liberali ne eleggerebbero 76). Anche perché alcuni dell'Ecr sono già in via d'uscita, hanno già stretto l'intesa con Salvini (i danesi, i finlandesi). Unica certezza: dopo il voto si avvieranno trattative tra i sovranisti di Salvini e i polacchi di Kaszynski. Col Ppe che dovrà decidere se aprire tavoli di interlocuzione con i socialisti o addirittura con i Verdi, oltre che con i liberali.

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