Roger Waters a Madonna: boicotta l’Eurovision in Israele - La Stampa

Un appello a Madonna e a tutti gli appassionati di musica - «giovani e vecchi» - a boicottare l’edizione 2019 dell’Eurovision Song Contest, in programma quest’anno per la prima volta a Tel Aviv, è stato lanciato oggi dalle colonne del Guardian da Roger Waters: leggenda dei Pink Floyd e del rock mondiale, oltre che militante storico del pacifismo e della causa palestinese. In un commento pubblicato con evidenza dal giornale britannico, Waters auspica che Madonna - annunciata come probabile ospite vip dell’evento - sia ancora in tempo a ripensarci, «se crede nei diritti umani». E la sollecita a farlo «per ragioni etiche e politiche».

«Alcuni dei miei colleghi musicisti - prosegue l’autore 75enne di Another Brick in the Wall o di Wish You Were Here - si sono esibiti di recente in Israele dicendo di averlo fatto per costruire ponti e incoraggiare la pace. Cazzate. Esibirsi in Israele è un affare lucroso, ma così si aiuta a normalizzare l’occupazione, l’apartheid, la pulizia etnica, il massacro di manifestanti disarmati e altre brutte cose». Waters aggiunge di essere «accusato regolarmente di antisemitismo» a causa delle «critiche al governo israeliano e alle sue violazioni». «Ma si tratta di una cortina fumogena usata per deviare l’attenzione dai crimini contro l’umanità in Israele e screditare chi li denuncia», ribatte. «Il fatto che io sostenga la minoranza (musulmana) Rohingya e deplori le persecuzioni ai suoi danni in Birmania - conclude - non fa di me un anti-buddista».

Gli organizzatori: «Non è un evento politico»

L’Eurovision Song Contest, che si svolgerà a maggio a Tel Aviv, è «un evento non politico, che unisce le persone attraverso la comune passione per la musica»: lo ha precisato una portavoce dell’evento commentando l’appello lanciato da Roger Waters.

Due giorni fa, in una conferenza stampa, il regista e direttore generale dello spettacolo in Israele, Yuval Cohen, ha fatto il punto sulla presenza della popstar: «Sia noi sia Madonna desideriamo molto che sia presente, ma ancora non c’è un contratto firmato». Secondo la portavoce quelle parole restano attuali anche oggi.